CHI SMETTE DIMPARARE SMETTE DI VIVERE!
Questa è
la pagina del nostro sito che dovrebbe spiegare cosè lArcobaleno
nel suo modo di lavorare, comportarsi, atteggiarsi e programmarsi.
Innanzi tutto devo spiegare cosè lArcobaleno per me,
Cesare Cremonesi, nato a Lodi il 10 febbraio del 1970, amministratore
unico e titolare con la mia famiglia dellArcobaleno.
Forse un segno del destino, poiché sono cresciuto tra un bancale
di mattoni ed un bancale di ceramica, in quanto a Mulazzano nel magazzino
di materiali edili avevamo la nostra abitazione.
I miei giochi fino al 1977 erano tra i materiali edili e ricordo come
se fosse oggi la nostra esposizione di ceramica: era nella nostra attuale
cucina di circa 30 mq con le pareti tutte rivestite da pannelli di truciolare
con incollate le piastrelle.
Se nè percorsa di strada da allora!
Mio padre GianPiero ha sempre avuto un fiuto eccezionale per il lavoro
ma questo come tutti noi sappiamo, non è abbastanza per poter realizzare
e concretizzare un azienda di successo.
Sembra facile, ma il suo amore per il lavoro lo portava a lavorare anche
16/18 ore al giorno, ma non solo in quantità, molto era in qualità.
Il suo atteggiamento e modo di pensare era ed è pro/azienda, nel
senso che lazienda doveva avere tutte le attenzioni come qualcuno
di famiglia.
I sacrifici non si potevano chiamare tali, ed abbinati a sani principi
educativi di mio nonno Pietro avrebbero portato i propri frutti: onestà
sincerità, altruismo, ottimismo, entusiasmo erano il loro credo.
Sono sicuro che un uomo per essere grande deve avere in fianco una grande
donna, e mia madre Maria sicuramente merita la riconoscenza di essere
una grande donna.
Molte volte ho criticato mio padre di darmi poca attenzione, lo ricordo
al mare quando, nel periodo di vacanze estive alle elementari, con mia
madre e mio fratello Daniele più piccolo (Francesca non era ancora
nata ) eravamo al mare e lui veniva a trovarci al sabato sera per poi
ripartire la domenica sera, e nel pomeriggio della domenica non veniva
in spiaggia perché doveva fare i conti della settimana lavorativa,
con quella calcolatrice Olivetti che faceva un rumore come una pentola
di fagioli e lasciava sul pavimento rotoli di carta.
Oggi non posso nascondere che quei sacrifici siano serviti e ringrazio mio
padre per questo, ma di una cosa sono veramente orgoglioso: gli stessi principi
che valevano per mio nonno e mio padre valgono per me, mio fratello e mia
sorella.
Ed è per questo che lArcobaleno non è solo unazienda,
ma come ho spiegato ad un meeting aziendale di 2 anni fa: io lArcobaleno
la vedo rappresentata da una figura astratta, il classico British Man
con la bombetta, ombrello e 24 ore.
Non vorrei sembrarvi folle, ma mi capita di pensare a lui come ad un essere
vivente.
LArcobaleno è stata unazienda in controtendenza rispetto
al mercato; nel periodo di tangentopoli o forse meglio descritto come la
caccia alle streghe moderna, tutto il settore edilizio ha avuto una forte
crisi con aziende che hanno avuto forti ridimensionamenti ed altre che hanno
chiuso i battenti, lasciando per strada centinaia e forse migliaia di persone,
perché non avevano delle basi solide per impostare strategie sul
futuro in funzione del mercato.
LArcobaleno è passata dai circa 25 collaboratori del 1993
ai circa 85 doggi, stato di una forte volontà di diventare
un punto di riferimento del mercato edilizio e ceramico.
Già forti nel rapporto con limpresa ci siamo concentrati nel
capire, conoscere e soddisfare le esigenze del privato; ricerche di prodotti
innovativi e miglioramento di quelli tradizionali, continua crescita professionale
e tecnica dei nostri venditori e geometri sono lunico obiettivo della:
PIENA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
Persone convinte che bisogna lavorare sapendo che non si finisce mai dimparare.
Oggi sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, perché ci da le
giuste fondamenta (in cemento armato) per guardare avanti con fiducia nei
nostri mezzi.
Nel novembre 2000, dopo aver rilevato la struttura dellex Camoni
a Piacenza, abbiamo aperto la nostra prima sede secondaria.
Anche qua il destino ha avuto la sua parte: quando ho iniziato nel 1994
in Arcobaleno con la responsabilità della gestione aziendale, avevo
un punto di riferimento guardando alla concorrenza, volevo che la mia
azienda diventasse come la Camoni.
Oggi sto scrivendo dagli uffici di Piacenza.
Tutti mi dicevano e sostengono che a Piacenza è difficile e che
il piacentino è scontroso e tradizionalista.
Bene, mi sono detto, proprio il cliente che apprezza di più la
nostra serietà e servizio.
La nostra filosofia nelliniziare a lavorare a Piacenza è sempre
stata molto umile, non ci siamo parati dietro allesposizione più
bella di Piacenza e forse del nord dItalia, alla nostra immagine e
allesperienza trentennale.
Ci siamo rimboccati le maniche concentrati sui principi che hanno sempre
contraddistinto lArcobaleno.
A marzo del 2002 posso affermare che questo sta portando i suoi frutti
e che il piacentino ci vedrà tradizionalmente come Magotti(termine
piacentino per indicare chi sta al di là del fiume Po), ma comunque
una realtà importante che merita fiducia.
In questi anni stiamo vivendo dei veri momenti storici, larrivo del
nuovo millennio con la speranza che ci porti innovazione e scoperte nel
campo medico, inoltre, per la nostra generazione, labbandono della
lira per una moneta in cui si riconoscono tutti gli europei non ha il sapore
di una rinuncia, ma quello di una conquista attesa da tempo, che ci da più
fiducia nel futuro.
Un futuro da vivere non più come cittadini di diverse nazioni, ma
come europei di diverse regioni.
Io già mimmagino unesposizione a Parigi su le Champs-Elysées,
in quanto mi piace storpiare un proverbio da tutti conosciuto, che aggiungendo
una parola in dialetto lodigiano diventa:
CHI LAÜRA LA VINCE! (Chi
lavora vince)
Piacenza, 22 Marzo 2002
Rag. Cesare Cremonesi.
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